QUALI PIETRE VIVE E PREZIOSE NELLA CHIESA

Eccomi a voi con questo primo editoriale!

Innanzitutto vorrei far giungere a tutti e a ciascuno il mio più cordiale e familiare saluto lasciando poi al tempo far crescere rapporti nella fede. Vorrei focalizzare la mia breve riflessione a partire dalla copertina di questo numero.

I Vescovi – come ricordato a parte – richiamano il valore del viaggio, del camminare.
Questo mi permette di esprimere un auspicio che porto nel cuore venendo tra voi: camminare insieme verso la vera meta della nostra
vita, ricercando insieme la volontà di Dio per ciascuno di noi, per la nostra comunità e per la Chiesa intera.
A questo proposito mi piace un’espressione di San Paolo: “Dunque, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione -, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore. Perciò ci sforziamo di essere a lui graditi” (2 Cor 5,6-9).
Camminare insieme cercando di percorrere le strade che ci portano ad essere significativi in questo mondo. Vuol direraccogliere l’invito di papa Francesco nella Evangelli Gaudium (n 33):
“Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità”.

Camminare insieme aiutandoci a riconoscere i segni della presenza di Dio in mezzo a noi e sostenendoci dentro le fatiche della vita quotidiana. Camminare insieme, laici e preti, tutti fedeli alla propria vocazione: nella Chiesa, nessuno può essere spettatore, ma tutti, come ci ricorda S. Pietro nella sua 1 lettera, “Pietre vive”: “Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale”. (1 Pt 2,4-5)

Vorrei a questo proposito ringraziare i tanti laici che già si impegnano a vari livelli nella vita della comunità. Non posso non ringraziare don Alessio, don Dario e don Giuseppe per l’accoglienza che mi hanno dato; un grazie particolare a don Angelo per il suo impegno pastorale in mezzo a voi in questi 15 anni e che mi ha introdotto con molta discrezione. Avremo modo di tornare su questi temi e di conoscerci meglio. Intanto vi chiedo di aiutarmi ad entrare nella vostra storia per camminare davvero insieme, nella stessa direzione, verso quella che è la nostra vera Patria.